Teep, il calcio frontale della Muay Thai

Tanti esperti di pugilato ritengono che il pugno più importante sia il jab.
Questa tecnica è portata con la mano avanzata e nonostante non sia un colpo particolarmente potente  ha dalla sua un’insidiosità notevole: Apre la strada a pugni più pesanti, può interrompere il ritmo d’attacco e rompere i coglioni i tanti modi.

Il teep è il jab delle gambe, è utilizzato per destabilizzare, coprire e creare distanze, interrompere i ritmi di ingaggio e neutralizzare attacchi.
E’ un calcio molto rapido che esprime una discreta potenza, ha come bersagli il basso ventre, le cosce e il volto dell’avversario.

La tecnica

Il teep viene caricato elevando il ginocchio e spingendo la pianta del piede contro il bersaglio. Il movimento ricorda il gesto che fanno gli eroi nei film per buttare giù le porte.

La forza del calcio non viene solo dalla gamba che colpisce, come verrebbe da pensare, ma arriva principalmente dalla gamba che mantiene il contatto col suolo.
Il teep comporta infatti una iperestensione del corpo andando ad attivare i glutei di entrambe le gambe.
E’ la gamba d’appoggio che crea e mantiene la direzione della forza

In questa immaginate, ovviamente rubata da google, è evidente come l’atleta rosso, spingendo forte contro il pavimento, riesca ad indirizzare la forza del calcio in avanti. L’iperestensione garantisce la reazione vincolare: In pratica l’atleta diviene un tuttuno col ring risultando così un ostacolo inamovibile per l’avversario.

Attenzione però perché l’iperstensione della schiena (il fatto che vada in dietro) è una conseguenza dell’attivazione del glueto e non il motivo.
In pratica l’intento è quello di schiacciare forte il piede contro il pavimento “per darsi una spinta in avanti”

Il piede d’appoggio è ruotato perché con la rotazione è molto più semplice tenere compatezza sulla stessa gamba grazie alla riduzione dellaetensioni nello psoas e nella zona inguinale, in oltre è d’aiuto per guadagnare qualche centimetro in allungo.

l’estensione della schiena così marcata può essere deleteria per alcuni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In  quest’altra foto vediamo un tentativo di teep al volto.

 

Il piede a contatto col suolo mantiene una posizione più parallela alla gamba che va a colpire. Viene a mancare così la stabilità della gamba d’appoggio.
Il mantenimento delle tensioni in situazioni dinamiche è fortemente vincolato alla flessibilità muscolare e articolare.

 

 

La potenza è nulla senza il controllo

Il teep, come qualsiasi altra tecnica, necessita di controllo. E’ importante che il corpo non cada in avanti ma sia stabile nella propria posizione e si possa richiamare la gamba d’attacco con una certa facilità.
Ciò diventa fondamentale se si considera una delle funzioni di questo colpo: predisporre il nostro avversario a subire una percussione. Nelle prime tre foto è facile immaginare come gli atleti che portano il calcio possano facilmente portare altri colpi.
Questione più gravosa per l’ultimo pugile che dovrà prima recuperare la posizione. Se osserviamo con più attenzione possiamo notare come la mano (quella dello stesso lato col quale viene sferrato il teep) dei primi vadano a controremare e quella opposta stia ben vicino al corpo, nel primo squisitamente sulla mandibola.
La sbracciata dell’atleta nell’ultima foto è una reazione naturale del corpo in equilibrio precario: in pratica il cervello cerca di minimizzare i movimenti di torsione aumentando il leveraggio in gioco, come quando le ballerine sul ghiaccio spalancano le braccia per arrestare le rotazioni (c’è anche una ricerca istintiva di un appoggio).

L’origine della forza

Come tutte le percussioni questo calcio origina da terra, la potenza di un teep è determinata (imho ovviamente) dall’energia che il piede d’appoggio scarica nel suolo. Maggiore è la spinta e maggiore è l’attivazione del gluteo. Questa attivazione permetterà alla gamba che porta il colpo di avere alle sue spalle non solo una base sicura ma anche una propulsione ulteriore a quella che andrà a scaricare. Senza la base solida non potremmo mai portare un teep abbastanza potente, per  quanto possa essere forte la gamba.
Viste le catene muscolari coinvolte questa tecnica può trarre benefici da i classici esercizi con bilanciere quali squat  e stacchi.

Varianti, il side teep

Esiste una variante (teep khang) nota come il teep laterale, o side teep.
Un uso eccellente da parte di Samart lo possiamo osservare in questo video.
La sua abilità pugilistica lo portava ad assumere un footwork e una posizione meno frontale rispetto alla classica postura thai. Da questa posizione è più facile e spontaneo utilizzare questa variante, è infatti una tecnica molto utilizzata in tante altre arti marziali: le sue dinamiche sono un ibrido tra il calcio frontale e quello laterale.
Il vantaggio principale del side teep è l’allungo, infatti permette di coprire importanti distanze, anche se ciò deriva più dalla posizione di guardia che dalla tecnica in se.
Inoltre permette di esprimere una forza maggiore per una questione di raggio di lavoro del gluteo.
Ci torniamo in un eventuale prossimo articolo.

 

I miei due centesimi…

Ritengo il teep una tecnica semplice ma non facile, il fatto che sia un movimento abbastanza naturale, vista la sua linearità, può portare ad una eccessiva leggerezza nell’esecuzione della stessa.
Non è raro vedere teep che riescono a creare più sbilanciamento in chi lo porta che in chi la subisce.
E’ un particolare in cui cerco di lavorare tanto e lo suggerisco a tutti.

Buona pratica!