Flessibilità: Stretching e yoga per un fighter

Son passati circa due mesi dal precedente post, il mio coinquilino mi ha trovato un pc di fortuna così posso dar da leggere a quei due due sfigati che passano di qua. Vi ringrazio moltissimo.
Passiamo al dunque.

Sarò onesto: tra studio, lavoro e infortunio posso dire di aver ripreso solo di recente con l’attività sportiva/fisica. Devo continuare col recupero e devo riprendere a lavorare bene su tutte le qualità.
Vorrei fermarmi sulla flessibilità e su come lavorarci per incrementarla

Per stretching si intende quell’attività svolta generalmente in maniera passiva per aumentare il grado di flessibilità muscolare, in genere si lavora sui soliti distretti: in primis la catena cinetica posteriore. Trascurare gli altri distrettti può portare a scompensi, quindi attenzione…

Si crede che lo stretching abbia il potere di prevenire gli infortuni, ridurre i doms e talvolta essere un buon esercizio di riscaldamento.
La prevenzione degli infortuni non è dimostrata, anzi secondo alcuni studi pare essere proprio il contrario; i doms vengono ridotti ma di un valore percentile troppo basso per essere preso in considerazione.
Come riscaldamento è controindicato in quanto lo stretching tende a inibire la contrazione delle unità in motorie, in pratica mette il muscolo in uno stato di rilassamento anziché prepararlo al lavoro (il discorso cambia con lo stretching di tipo balistico).

E’ un’attività importante per un atleta e deve far parte della routine allenante di ognuno di noi, dedicandogli delle sessioni a se.
Parlo di sessioni poiché la flessibilità andrebbe trattata come tutte le altre qualità: così come non posso fare fiato e forza assieme, devo dedicare alla flessibilità uno specchio di tempo separato dal resto dell’allenamento.
Se decidiamo di lavorare sulla flessibilità a fine allenamento (onestamente a me non sembra la migliore delle scelte) dovremmo comunque dedicargli del tempo e non quella manciata di minuti per chiudere il workout…

Personalmente uso lo stretching come passatempo, giusto per stiracchiarmi un po’ ogni tanto, come un gatto che esce dal suo sonno.
Questo perché ho sostituito le sessioni di stretching con lo yoga, ne ho tratto molti più benefici.

Lo yoga è una disciplina che, a mio parere, dovrebbe essere insegnata nei licei.
Contrariamente a quanto si può pensare è un’attività stancante, non si esce freschi e riposati come si può pensare. Certo, non è come una sessione di pao ma è decisamente più impegnativo del classico stretching.
Preferisco lo yoga allo stretching per due motivi fondamentali (tralascio volontariamente le questioni spirituali ed esoteriche, non mi interessano particolarmente e non conosco l’argomento abbastanza per spenderci parole):

  1. il raggiungimento ed il mantenimento delle posizioni avviemene in maniera attiva, per mantenere le asana devi lavorarci, non basta stare lì ad aspettare.
    Da una posizione all’altra ci si arriva sforzandosi. Ci si ritrova a doversi spostare con controllo da posizioni precarie per raggiungerne altre ugualmente precarie. Questo non solo aiuta a sviluppare l’equilibrio ma costringe il corpo a raggiungere posizioni “estreme” con una certa velocità e cambiarle in continuazione con tempi e ritmi diversi.
    In poche parole vi costringe a muovervi in posizioni poco consone e dall’equilibrio precario, ciò ha tantissimo transfert negli sport.
  2. Ogni lezione di yoga inizia e finisce col pranayama, ossia gli esercizi di respirazione.
    Imparare a respirare è importantissimo per tutte le persone, farlo correttamente lo è ancora di più per chi ha un solo minuto per recuperare tra un round e l’altro.
    Il problema di tantissimi fighter è il fiato, non perché non siano allenati ma perché nel ring la tensione è al massimo. L’ansia e tutti gli stati emotivi alterati compromettono la respirazione inficiando, così, la resa energetica.
    Imparare a respirare bene vale molto di più del lavoro cardio. Certo, è solo una mia opinione…

Lo yoga non lo si impara da soli, è importante affidarsi ad uno yogi almeno per qualche mese. Una volta apprese le basi e le modalità di pratica potremmo cercare di essere un po’ più autonomi.
Quello che ci interessa non è diventare degli esperti di yoga o sostituire i nostri allenamenti con un’altra disciplina. A noi interessa integrare i benefici di questa pratica alla nostra preparazione.

Esistono diverse tipologie di yoga e di stretching, bisognerebbe provarle un po’ tutte capire quale di queste è più consona ai nostri bisogni e integrarle ai nostri allenamenti.

Io preferisco lo yoga, sopratutto per i miglioramenti a livello respiratorio.
Ci sono tantissimi atleti che hanno deciso di inserire delle sedute di yoga per il migliorare il recupero e tutti paiono essere entusiasti.
Provate e valutate.