Olimpiadi, mma e Call of Duty

In questi ultimi giorni ha fatto scalpore il riconoscimento da parte del CIO dei video games e della loro realtà agonistica.
Il popolo dei social non si è tradito: sono usciti dei numeri anche questa volta…
E’ impazzata subito la denuncia contro il maltrattamento delle povere mma non riconosciute come sport e tanto meno come sport olimpico.

Siccome faccio anche io parte del popolo del web mi permetto di dire la mia da questo minuscolo spazio della rete.

E-games VS SDC

Ecco questa è una cosa che da sempre mi da parecchio fastidio. Per quale stracazzo di motivo il riconoscimento di un “”diritto”” (o di una definizione in questo caso) per alcuni si debba trasformare in una lesione per altre categorie. E’ come se facessimo una tragedia per l’aumento dello stipendio ai netturbini: “che cazzo a loro sì e a noi no?”. Senza pensare che, magari, lavorando al bar dello sport il nostro salario venga pagato dalle birre di Gianni rutto di tuono…

Il riconoscimento degli e-games come sport non lede nessuno, tanto meno gli altri sport. Gli unici a guadagnarci sono i gamer che potranno crescere nelle loro attività.

Può essere che non si considerino sport perché mancano di prestazioni atletiche per definizione, ma per quanto mi riguarda lo sono più loro del culturismo.
Con questo non voglio dire che arrivare sul palco per un body builder sia una passeggiata o un’attività tranquilla: lavoro con tanti culturisti amatoriali e si spaccano di lavoro con una dedizione molto più forte di tanti atleti. Io continuo a non considerarlo sport perché i metri di giudizio sono più quelli di un concorso di bellezza. Non c’è una valutazione prestazionale.
Negli e-games sì.

Sono tantissimi gli sport non atletici: scacchi, tiro a segno, biliardo e tanti altri.

Sì, ma gli SDC?

I nostri amati sport da combattimento sono sport, punto. Nessuno può privarli della loro identità. Possono piacere o meno, possono essere etichettati come spettacoli per beceri assetati di violenza, ma non possono essere separati da questo contesto.
Il fatto che gli atleti si confrontino seguendo delle regole, che ci siano arbitri e che abbiano dei limiti  li rende una realtà sportiva. Tutte queste cose ne mitigano la pericolosità e li rendono socialmente accettabili.

Gli sport da combattimento esistono da sempre, è una necessità di tutte le civiltà ritualizzare il combattimento tra individui codificando delle regole.
Esistono bronzetti nuragici che raffigurano quelli che oggi definiamo gherradores de s’istrumpa! Questo vale per una miriade di lotte antiche o arti marziali.

Quindi scusatemi se il fatto che il CIO riconosca gli e-games non mi infastidisce in alcun modo.
E sopratutto, cosa mi rappresenta il CIO? Volevano togliere la lotta libera dai giochi…

SDC e Olimpiadi

Ora, voglio dire, ma chi è il pazzo furioso che vorrebbe vedere le mma alle olimpiadi?
Volete vedere le mma o qualsiasi altro sport da combattimento alle olimpiadi? Avete idea di come verrebbero stuprati? Toglierebbero il ground and pound dalle mma e probabilmente farebbero combattere i thai boxer col corpetto.
Quello che è successo al taekwon-do wtf non vi basta? Sono la barzelletta di tutto ciò che ha a che fare con il combattimento.
Se poi per voi quella è una fine auspicabile cambiate discipline, davvero. Il perché dovreste capirlo da soli.

Anche se le mma dovessero approdare alle olimpiadi, siete davvero convinti che questo ne aumenterebbe la visibilità in qualche modo? No, perché altrimenti parliamo del pugilato.

Il pugilato c’è alle olimpiadi ed hanno pure tolto il caschetto!

Il pugilato olimpico è forse il motivo per cui un appassionato italiano di sdc dovrebbe sperare che questi non diventino mai discipline olimpiche.
Le olimpiadi sono state il trampolino di lancio per tantissimi pugili, non l’apice della carriera!
Il pugilato professionistico italiano è morto per colpa delle olimpiadi: una miriade di fondi dirottati nel settore dilettanti, mentre i boxer pro fanno secondi lavori per pagare le bollette e i salti mortali per preparare i match.

La qualità viene fuori nel contesto pro. Guardate il calcio! Ha un settore professionistico spettacolare, il livello è massimo. Per l’NBA vale lo stesso e per il pugilato(estero si intende) idem!

Come fare per far crescere gli SDC

Ho avuto la fortuna, e davvero la considero tale, di crescere nella muay thai sarda.
Il volume annuale dei galà e dei trofei è impressionante e il numero di praticanti continua a salire.
Ho fatto la spola per tutta l’isola anche quando non dovevo combattere, anche quando non dovevo stare all’angolo dei i miei compagni o per i bambini che allenavo.
Abbiamo viaggiato e viaggiamo per assistere allo sport.
Sono sempre stato più che felice di lasciare i soldi che potevo a gli organizzatori delle serate. Ho sempre pagato con la consapevolezza che quei soldi sarebbero stati il concime per la diffusione e lo sviluppo di ciò che amo.
Abbiamo pagato biglietti per vedere dei match amatoriali, abbiamo lasciato offerte per i tornei dei bambini e ho fatto fuori strisciate di birre coi miei avversari dopo i match.

E oggi vedo che quei soldi sono serviti, vedo che lì si tengono match internazionali, che il livello dei miei conterranei si è alzato terribilmente. Tutto perché quei soldi hanno fatto in modo che gli organizzatori si spaccassero di lavoro per riproporre, migliorandolo, l’evento.

Perciò più che sbraitare contro il CIO, spendiamo una serata e qualche euro per i galà e i trofei. Non solo per l’oktagon ma sopratutto per le realtà più piccole che provano a tirar fuori qualcosa a livello amatoriale.
Lo sport comincia dal basso, sosteniamolo.