Liver shot: fisiologia del ko per un colpo al fegato

Lo abbiamo visto tutti: un montante, un ginocchio o magari un gancio sotto il costato destro e con un piccolo ma ben percettibile ritardo il fighter va giù.
Si accascia in avanti e patisce le pene dell’inferno.
Spesso non riesce a rialzarsi.

Il fegato è uno dei bersagli più gettonati, chiunque abbia mai indossato dei guantoni sa quanto può essere debilitante una percussione contro quest’organo.

Il fegato

Parliamo di uno dei più importanti organi del corpo umano: ha un ruolo nei processi metabolici, contiene una importante riserva di glicogeno, produce la bile, detossifica il corpo, produce ormoni, sintetizza aminoacidi…
La mole dei compiti di questo organo ne giustifica le dimensioni: parliamo di una ghiandola che può sfiorare i 2 kg di peso!!!
E’ situato sotto il polmone destro dal quale viene separato dal diaframma ed è avvolto, come ogni organo, da una capsula di tessuto connettivo.
Una parte di questo tessuto ricopre i vasi e le terminazioni nervose di cui il fegato è ricco.

La dinamica

Una percussione contro quest’organo comporta uno stress che crea delle importanti variazioni di pressione nello stesso e nella capsula che lo ricopre.
I nervi della capsula sono collegati direttamente al sistema nervoso autonomo, questo vuol dire che una volta colpiti producono un susseguirsi di effetti che non possono essere controllati in maniera conscia.

Prendere un colpo al fegato fa in modo che i tuoi vasi sanguigni si dilatino (ad eccezione di quelli cerebrali) e la frequenza cardiaca si abbassi.
Significa che la pressione crolla e che inevitabilmente tu la seguirai. Knock down.
Vai giù perché il tuo corpo non vuole svenire e metterti in decubito è l’unica soluzione per far arrivare il sangue al cervello in quel momento.

Gli altri organi

Sappiamo bene che anche un colpo allo stomaco gioca lo stesso effetto. In realtà le dinamiche dovrebbero essere le medesime per tutti gli organi.
Il fegato però è molto voluminoso e non è ben protetto come nel caso di milza e reni.

 

Chiunque abbia subito un liver shot sa bene che le reazioni sono incontrollabili, hai tutto il tempo per realizzare quello che sta succedendo ma nessun mezzo per contrastarlo:
Le gambe diventano molli, manca il fiato e cominci a piegarti senza volerlo. Già, il cervello se ne sbatte di quello che vuoi e cerca di salvare i salvabile.
Spesso il colpo è troppo forte e per riprenderti ci vuole troppo tempo. Il match finisce lì.

Ricordo sempre le parole di un caro amico pugile:
“Sono andato giù sia per un colpo alla testa che per uno ai fianchi… e ti dirò che preferisco andare giù per un bel gancio al mento che per uno al fegato. Quando ti arriva un gancio al mento non lo senti nemmeno, ti svegli svarionato e circondato da gente poi dopo un po’ capisci. Un colpo al fegato lo senti, fa un male cane e quel dolore sembra durare più del resto del match. Hai tutto il tempo per capire che sei a tappetto e che non hai controllo sul tuo corpo… No, no, decisamente meglio quando si spengono le luci”