Fisioclub – Mio-fascia e trattamento

Ho nuovamente il piacere di ospitare sul blog le parole del mio carissimo amico Giacomo, che si occupa spesso e volentieri degli articoli targati Fisioclub. Oggi ci parlerà della mio-fascia e del relativo trattamento.
Qui i link per i precedenti articoli: Lussazione della spalla, lesione del tendine del bicipite brachiale, fascite plantare

Buona lettura.

Mio-fascia e trattamento

Inizierei l’argomento con la definizione vera e propria. La fascia è l’organo che riveste le strutture del nostro corpo dalla testa ai piedi, connettendole, proteggendole, coordinandole. Essendo un tessuto riccamente innervato, quando subisce un’alterazione, può causare dolore, blocchi, parestesie, formicolio, e tutti quei disturbi a cui spesso le indagini strumentali (ecografie, Rx, RMN) non riescono ad attribuire una causa.

Finora alla fascia veniva riconosciuto il solo compito di riempimento e connessione tra i vari organi, mentre quello di sincronizzare del movimento era attribuito esclusivamente al sistema nervoso. Ma a un certo punto, i neurofisiologi stessi hanno cominciato a domandarsi come potesse il cervello controllare tutte le variabili presenti in un gesto motorio. Così, approfondendo, si è visto che queste variabili possono essere coordinate dalla fascia, dal tensionamento di questa membrana su cui sono inserite tutte le fibre muscolari. Se la membrana, che è l’elemento coordinante, diventa più rigida, più rugosa, e se i vari strati che la compongono mancano in scorrevolezza, allora l’effetto inevitabile è la scoordinazione motoria. Ad alterare l’impalcatura fasciale sono soprattutto tre fattori: meccanico (overuse), chimico (alimentazione) e fisico (freddo ed immobilità, che rendono meno fluido l’acido ialuronico).

Il terapista Mio – Fasciale, agisce dando un significato ai segnali che il corpo utilizza per esprimere una disfunzione: tali segnali possono essere la rigidità, la pesantezza, le parestesie, i formicolii, la scoordinazione motoria o, come più comunemente capita, il dolore.

La novità delle moderne metodiche di trattamento mio – fasciale, sta nel prendere in esame il paziente nella sua globalità e non concentrare l’attenzione solo ed esclusivamente sulla zona sintomatica.

Tenendo conto che le fasce rivestono tutto il corpo, non risulta difficile comprendere come una distorsione alla caviglia avuta anni prima, possa essere alla base di un mal di schiena insorto senza un motivo preciso o in seguito ad un gesto banale.

O come un colpo di frusta con conseguente collare avuto anni prima possa essere il responsabile di un dolore al polso che viene avvertito durante la giornata lavorativa.

Il ragionamento clinico che emerge consente di individuare la corretta combinazione di punti responsabile della disfunzione. In corrispondenza di questi punti, dove gli strati fasciali hanno perso la proprietà di adattarsi alla tensioni e di scorrere uno sull’altro, viene esercitata una manovra, con lo scopo di produrre un attrito capace di generare un calore endogeno utile per la disgregazione di quelle molecole responsabili del mancato scorrimento.

Il trattamento Mio-fasciale agisce su molte disfunzioni dell’apparato locomotore, si

a in acuto sia in caso di patologie cronicizzate. Trova indicazioni anche per le disfunzioni degli organi interni qualora non vi siano lesioni d’organo; e prendendo in esame il paziente nella sua globalità spesso determina effetti positivi anche sull’aspetto posturale.

Giacomo Porcu