Fisioclub – Commozione cerebrale

L’altro giorno dopo una intensa seduta di sparring mi ritrovo nella casella di mail un messaggio dal mio amico Giacomo con il suo pezzo sulla commozione cerebrale. Non è proprio quello che vorresti leggere dopo esserti fatto picchiare come una pentolaccia da atleti pro…
L’articolo non è breve quindi non mi dilungo troppo, buona lettura!

Un trauma cranico è un infortunio che coinvolge il cuoio capelluto e il cranio, fino ad interessare l’encefalo. Circa il 75% sono causati da incidenti stradali: la prima causa di morte dei giovani fra i 15 ed i 20 anni. Altre possibili cause di trauma cranico sono le cadute accidentali, gli incidenti domestici, sportivi o sul lavoro, le aggressioni.

Nel 1966, Goldsmith ha classificato tre principali meccanismi che possono generare un trauma cranico:
1. Collisione tra il cranio ed un oggetto solido ad un’apprezzabile velocità.
2. Un rapido movimento del cranio senza un significativo impatto fisico (lesioni da accelerazione e decelerazione).
3. Un meccanismo statico (da compressione).

Un trauma cranico può comprendere:

  • lesioni al cuoio capelluto;

  • fratture al cranio: in questo caso il trauma comporta la rottura delle ossa della testa (trauma cranico aperto);

  • commozione cerebrale (o concussione): è causata dallo scuotimento del cervello a seguito dell’urto;

  • contusioni e lacerazioni al cervello: si tratta di una lesione del cervello con versamento emorragico e conseguente rigonfiamento;

  • accumulo di sangue all’interno del cervello oppure tra il cervello e il cranio (ematoma intracranico): si ha nel caso in cui un versamento emorragico nel cervello si accresce fino a formare un accumulo di dimensioni sensibili; l’ematoma può creare una compressione sul cervello causando un’ernia cerebrale, cioè una protrusione anomala del tessuto cerebrale attraverso un’apertura tra le divisioni meningee intracraniche; l’ernia comprime il tessuto cerebrale, danneggiandolo;

  • danni diffusi al cervello (danno assonale diffuso): consiste nella distruzione degli assoni che collegano tra loro i neuroni.

I SINTOMI
I sintomi e le conseguenze del trauma cranico dipendono dalla gravità del trauma e possono verificarsi immediatamente o svilupparsi lentamente dopo qualche ora. Alcune sono subito evidenti, quando sono presenti ferite alla testa o fratture al cranio, altre possono non essere immediatamente visibili.

traumi cranici lievi possono essere asintomatici; molto spesso provocano cefalea e vertigini. Talvolta possono causare un leggero stato confusionale, nausea e vomito.
In caso di commozione cerebrale, un sintomo frequente è la perdita di coscienza per un breve periodo, oppure uno stato confusionale e l’amnesia riguardo all’incidente o agli istanti che l’hanno preceduto. Talora possono sopravvenire affaticamento, vuoti di memoria, incapacità di concentrarsi, insonnia, alterazioni cognitive, irritabilità, depressione e ansia. Questi sintomi sono noti con il nome di 
sindrome post-concussiva.

traumi cranici gravi possono presentare gli stessi sintomi ma più intensi. Possono accompagnarsi ad una perdita di coscienza durante o subito dopo il trauma, con durata diversa a seconda dei casi: da pochi secondi fino a diversi giorni.
Si possono presentare ulteriori sintomi quali convulsioni, perdita dell’equilibrio, difficoltà nella coordinazione. Possono risultare compromesse temporaneamente o talvolta in modo permanente la capacità di pensare, di controllare le emozioni, di muoversi, di parlare, di vedere, di udire e anche di ricordare.
In caso di frattura alla base del cranio, può verificarsi fuoriuscita di liquor o di sangue dal naso o dalle orecchie.

In caso di ematoma intracranico, oltre a quanto precedentemente descritto, possono essere presenti dei sintomi specifici che indicano l’aumento della pressione all’interno del cranio, quali l’intensificarsi dell’emicrania, stato confusionale, abbassamento del livello di coscienza, vomito. Successivamente può presentarsi la perdita di ogni reattività.

Immediatamente dopo la lesione, i seguenti sintomi tipici si manifestano quando il paziente ha una leggera commozione cerebrale:

  • l’apparizione di una pulsazione nella testa, accompagnata da acufene;

  • forti capogiri, con cui è difficile stare in piedi sulle gambe;

  • sbiancamento della pelle;

  • disturbi visivi – visione doppia, sfocatura, nitidezza, comparsa di “stelle” e macchie;

  • periodi di nausea, raramente accompagnati da vomito;

  • mancanza di appetito;

  • l’aspetto del sudore freddo;

  • incoerenza del polso e della pressione sanguigna;

  • debolezza generale;

  • mancanza di coordinamento;

  • amnesia a breve termine.

Esaminiamo più approfonditamente, quelle che sono le concussioni di moderata entità:

Le cause di tale commozione cerebrale sono lesioni alla testa, compresi lividi di varia intensità. Nonostante i lievi sintomi iniziali, una lieve forma di tremori può alla fine trasformarsi in gravi complicazioni (ad esempio, mal di testa frequenti e dolorosi, morbo di Parkinson in età avanzata). Per evitare ciò, è necessario fornire alla vittima un’adeguata assistenza di emergenza subito dopo l’infortunio e seguire le raccomandazioni del medico durante il corso del trattamento.

Sintomi

Immediatamente dopo la lesione, i seguenti sintomi tipici si manifestano quando il paziente ha una leggera commozione cerebrale:

  • l’apparizione di una pulsazione nella testa, accompagnata da acufene;

  • forti capogiri, con cui è difficile stare in piedi sulle gambe;

  • sbiancamento della pelle;

  • disturbi visivi – visione doppia, sfocatura, nitidezza, comparsa di “stelle” e macchie;

  • periodi di nausea, raramente accompagnati da vomito;

  • mancanza di appetito;

  • l’aspetto del sudore freddo;

  • incoerenza del polso e della pressione sanguigna;

  • debolezza generale;

  • mancanza di coordinamento;

  • amnesia a breve termine.

La maggior parte dei sintomi descritti possono essere segni di compromissione dell’attività cerebrale causata da attacchi di ictus ischemico o ipossia cerebrale. Pertanto, quando si effettua una diagnosi, il medico esamina la vittima per la presenza di sintomi indiretti di commozione cerebrale:

  • diminuzione delle funzioni mentali, espressa in difficoltà di comunicazione e risposte a domande di base;

  • sbalzi d’umore, in particolare, la comparsa di nevrosi e insonnia;

  • violazione delle funzioni vocali.

Con una leggera forma di commozione cerebrale, i sintomi principali sono più acuti nel primo quarto d’ora, e nelle ore successive il disagio si attenua. Nonostante una certa confusione di funzioni mentali insite in questo stato, la vittima non subisce una perdita di coscienza, anche se breve. Se ciò accade, la persona ha un grado più grave di danno cerebrale e ha bisogno di un aiuto immediato da parte della professione medica.



Complicazioni di commozioni cerebrali

Dopo una commozione cerebrale, indipendentemente dalla gravità della lesione, è possibile un cambiamento post-traumatico della personalità o delle caratteristiche costituzionali. Questi sono aumento della fatica, disturbi del sonno, labilità emotiva – bruschi cambiamenti d’umore, instabilità, sviluppo di nevrosi, ansia, paure, perdita di memoria, attenzione, distrazione. Soprattutto gli effetti avversi sono possibili con commozioni cerebrali ripetute e/o non trattate. Questo deve essere noto agli atleti – pugilato, lotta. Le lesioni alla testa ripetute possono portare a un’epilessia traumatica.

Ogni pugile che abbia subito un KO, per colpi al capo o che abbia subito una sconfitta prima del limite (abbandono, getto dell’asciugamano) deve sospendere l’attività pugilistica, anche di allenamento, per un periodo minimo di 30 giorni. Dopo tale periodo di riposo, l’atleta non può riprendere l’agonismo se non dopo essersi sottoposto a visita di controllo, e qui devono trascorrere altri 15 giorni necessari per l’idoneo allenamento.

Ogni pugile che subisce due KO consecutivi, deve osservare, a decorrenza dall’ultimo, un periodo di riposo di tre mesi, dopo il quale andare a sottoporsi a visita di controllo.

VALUTAZIONE DEI SINTOMI DELLA CONCUSSIONE

OSSERVATI DALLO STAFF

    • L’atleta appare confuso e disorientato

    • Si estranea dal gioco

    • Incerto sul punteggio e avversario

    • Si muove in modo impacciato

    • Risponde lentamente alle domande

    • Ha perso brevemente conoscenza

    • Mostra cambiamento di comportamento

    • Non ricorda episodi avvenuti prima del trauma (amnesia retrograda)

RIFERITI DALL’ATLETA

    • Cefalea

    • Nausea

    • Disturbi dell’equilibrio

    • Disturbi visivi

    • Sensibilità alla luce e al rumore

    • Sensazione di annebbiamento

    • Disturbi del sonno

    • Difficoltà di concentrazione

    • Disturbi della memoria



I sintomi si possono aggravare con la fatica. Un’atleta non dovrebbe tornare all’attività fintanto che questi non sono completamente risolti.



SCHEMA DI VALUTAZIONE IMMEDIATA IN SOSPETTA CONCUSSIONE CEREBRALE

ORIENTAMENTO

Chiedi all’ atleta:

    • In che palazzetto ci troviamo?

    • In che città siamo?

    • Contro di chi stai combattendo?

    • In che giorno e mese siamo?



AMNESIA RETROGRADA

Chiedi all’atleta:

    • Cosa è successo fino ad ora?

    • Cosa ricordi prima dell’impatto?

    • Qual è il risultato attuale?

    • Ti ricordi il colpo?

 

AMNESIA ANTEROGRADA

Chiedi all’atleta di ripetere le seguenti parole: ragazza, cane, verde, casa.

CONCENTRAZIONE

Chiedi all’atleta:

    • Ripeti i giorni della settimana al contrario partendo da oggi

    • Ripeti questi numeri leggendo le cifre al contrario: 63 (corretto 36) 419 (corretto 914)

AMNESIA ANTEROGRADA

Chiedi all’atleta di ripetere le 4 parole di prima (Ragazza, cane, verde, casa).



Ogni errore si deve considerare anormale. Consulta un medico se sospetti una concussione cerebrale.

 

Dr.Giacomo Porcu – Fisioterapista