Allenamento e infortunio – pt 1

fitness

Come preannunciato in un precedente post ho deciso di portare un piccolo diario di allenamento da poter eseguire in un caso come il mio.

Non potendo allenare la parte superiore del corpo mi son da subito concentrato sulle gambe, purtroppo esercizi come lo squat e gli affondi non potevano essere eseguiti in quanto impossibilitato ad adoperare un braccio per utilizzare i sovraccarichi. Avrei potuto eseguire gli stacchi ad un braccio ma anche in questo caso mi sarei trovato col braccio ingessato in mezzo alle scatole, ci aggiungo poi che non i fa impazzire l’idea di staccare con un braccio solo e preferisco lasciare queste misure d’urgenza ai powerlifter.

Uno degli esami pre-operatori è stato l’ecg, tramite il quale mi è stata segnalata un frequenza cardiaca di 63 battiti al minuto. Non malissimo dato lo stop lungo e visto che gli ospedali mi mettono sempre un po’ d’ansia.
Decido perciò di lavorare sulla capacità aerobica, qualità fondamentale per tutti gli sport da combattimento.
Per allenare il sistema aerobico son necessari quei lavori lunghi ed estensivi come la corsa o il nuoto. Non potendo correre ne nuotare per via del gesso/tutore rimane una sola soluzione: una cyclette.
Essendo in una nuova città mi è sembrato stupido pagare un abbonamento per farsi due pedalate anche perché qualcuno che si vuole sbarazzare di una clycette si trova ovunque!
Detto fatto, per 10 euro ne rimedio una.

Ecco il programma di allenamento della prime due settimane:

Training Zone: 124 –  154 BPM

Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica
60′ 75′ 75′

Carico di lavoro 3h30′

Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica
75′ 60′ 75′ 60′

Carico di lavoro 4h30′

Uno strumento molto importante per questo lavoro è il cardiofrequenzimetro perché permette di lavorare costantemente nella zona di riferimento, massimizzando così l’efficienza dell’allenamento.

Prima di potermi allenare devo attendere la rimozione del gesso perché sudare con quello addosso è veramente un’idea del cazzo.

Tra 15 giorni l’aggiornamento del protocollo.

Buona pratica