Abbattere l’albero: Il low kick

Tanto semplice quanto efficace, il low kick rappresenta una delle armi più versatili dell’arsenale di uno striker. Non è raro osservare atleti che costringono gli avversari alla resa grazie a dei poderosi calci alle cosce.
Tra le tecniche portate con le gambe è la più utilizzata nei match di k1. Possiamo osservarne un uso magistrale da parte di Bazooka Joe nel match contro François Ambang.

La tecnica

Il tae kha (low kick, leg kick o cut kick) è una tecnica di calcio che ha come bersaglio l’arto inferiore. Generalmente viene portato poco sopra l’articolazione del ginocchio, sia internamente che esternamente, oppure poco sotto l’articolazione dell’anca. Questi punti presentano una minore massa muscolare, quindi un inferiore capacità d’assorbimento del trauma.
Talvolta il low kick viene portato sotto il ginocchio cercando l’impatto sulla porzione laterale del polpaccio. In questo caso si parla di calf kick.

La scuola thailandese prevede che il calcio sia preceduto da uno step in avanti e in uscita del piede d’appoggio in modo da poter scarica una maggiore potenza d’impatto.
La gamba d’appoggio è ruotata e piegata, il busto è flesso in uscita. Il braccio omolaterale al calcio si protende in avanti contro il viso dell’avversario, alcuni atleti tendono invece ad utilizzarlo per effettuare una contro-remata.

Nel dutch style le dinamiche son le stesse ma  il tutto viene enfatizzato meno. Questo perché è uno stile molto impostato sulle combinazioni risulta, perciò fondamentale non alterare troppo la postura pena la perdita di fluidità nella concatenazione dei colpi.

Nella realtà degli incontri però queste differenze si annullano e ogni atleta porta la tecnica nella maniera più efficiente possibile.

 

 

 

 

 

Negli incontri di muay thai tra thailandesi non sempre osserviamo un caricamento del calcio così importante, questo perché il colpo viene “telefonato” e per il contendente sarà più facile bloccarlo.

Tibia o piede?

Il pericolo maggiore nel quale si incorre mentre si porta un low kick è un blocco da parte dell’avversario.
Subire un blocco duro sul piede può compromettere da subito il combattimento: immaginiamo di non poterlo più poggiare a terra per il resto del match!
Per questo motivo è preferibile cercare l’impatto con la porzione finale della tibia, che con un adeguato condizionamento potranno resistere ai blocchi avversari meglio del piede.

Abbattere l’albero

Difficilmente si osservano dei singoli low kick tanto potenti da mandare fuori combattimento un fighter. Questa tecnica lavora come una scure, impatta sulla gamba dell’avversario e colpo dopo colpo riuscirà a costringerlo al suolo.
Capiamo subito che la forza di questo calcio risiede nella perseveranza.

Un tae kha efficace è quello che arriva. Diviene fondamentale osservare l’opponente e la sua guardia, capire se è in grado di difendersi da calci bassi, come distribuisce il peso sui piedi, etc… Ovviamente anche il più sprovveduto degli avversari sarà in grado di reagire alla monotonia delle singole tecniche, dovremo portare la sua attenzione su più fronti colpendo in maniera insidiosa su zone diverse e affondare con potenza i calci sulle cosce. Con potenza: perché seppur vero che la chiave di questa tecnica risieda nella perseveranza sarebbe ingenuo aspettarsi di buttar giù una quercia con dei colpetti…

Buona pratica…